Giotto
Il pianto delle clarisse
"Le turbe che si erano adunate, trasportando alla città di Assisi, con rami di alberi e gran numero di ceri accesi, il sacro corpo fregiato delle celesti gemme, lo presentarono a vedere alla beata Chiara e alle sacre vergini".
In primo piano, alcuni cittadini di condizione elevata posano a terra il catafalco su cui è distesa la salma di San Francesco. Le suore si precipitano fuori da una maestosa chiesa a tre portali e rendono al morto gli ultimi onori. Innanzi a tutte Santa Chiara, rappresentata con l’aureola si china sul Padre spirituale e fondatore dell’Ordine e posa lo sguardo addolorato sul suo volto; la mano sinistra sfiora la piaga del costato. Un’altra religiosa si inchina al fianco del morto, solleva rispettosamente la sua mano e la bacia; un’altra bacia con la stessa venerazione le piaghe dei piedi. Lo sfondo sul lato destro è formato da una grandiosa basilica a tre navate, la parete della navata centrale è interrotta , nella parte alta, da finestre di stile romanico. La facciata è riccamente decorata di pitture e sculture: edicolette, pinnacoli, e leoni rampanti le danno un aspetto tipicamente gotico. Nella lunetta sono raffigurati un Santo e due Angeli. Sopra la cuspide si distingue una statua di Cristo, sei Angeli alzano lo sguardo su di lui in atto di adorazione. Due rosette lasciano passare la luce all’interno.
Intorno a questo maestoso tempio di Dio sono raggruppate molte persone che, venendo da sinistra, si riuniscono dietro la salma di Francesco. Anzitutto si scorgono i torceri, la folla in processione porta aste colorate e rami d’albero. Alcuni cantano, altri osservano la scena che si svolge davanti alla chiesa. Al di sopra della folla un olivo, sul quale si è arrampicato un ragazzo che cerca di strapparne i rami per gettarli in basso.
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